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01/09/2013

Nuove modalità di verifica dello svolgimento della pratica forense

Prot.n. 2733/13
Messina, 21/06/2013

Ai signori Avvocati

LORO SEDI

Oggetto: Nuove modalità di verifica dello svolgimento della pratica forense


           Egregi Avvocati,

sono a tutti note le recenti modifiche normative intervenute in materia di tirocinio forense.

Il percorso riformatore potrà dirsi compiuto, anche su tale specifico argomento, solo con la promulgazione dei regolamenti attuativi, che speriamo possano confermare la frequenza dello studio legale quale momento essenziale ed imprescindibile della formazione del praticante.

In tal senso il Consiglio ha già rassegnato osservazioni e proposte al C.N.F..

Nelle more della definizione dell'iter legislativo, il Consiglio ha comunque ritenuto di adottare nuove e più rigorose modalità di verifica della pratica forense, nel convincimento che alle spinte "mercatistiche" che investono la professione si debba rispondere puntando sulla qualificazione professionale dei giovani.

Queste, in sintesi, le novità:

- il primo colloquio, al compimento del primo semestre di pratica, avverrà alla presenza del Consigliere delegato o di altro componente del Consiglio ed avrà per oggetto la verifica della regolare tenuta del libretto della pratica e dell'annotazione delle attività previste dalla Legge e dal Regolamento.

Il praticante dovrà produrre relazione descrittiva delle condizioni logistiche di svolgimento della pratica.

- il secondo ed il terzo colloquio, rispettivamente al dodicesimo e del diciottesimo mese di pratica, avverranno alla presenza dell'intero Consiglio o di apposita Commissione dallo stesso costituita.

Il praticante dovrà relazionare con profitto, ed a pena di mancata validazione del semestre, sull'attività d'udienza svolta, sugli atti e sulle questioni giuridiche affrontate, nonché su specifici argomenti di ordinamento e deontologia professionale che il dominus avrà cura di assegnare.

In entrambi i casi, il praticante dovrà esibire relazione scritta, controfirmata dal dominus, attestante l'attività svolta e le questioni giuridiche e deontologiche approfondite, su cui sarà sentito dal Consiglio.

Sarà gradita la partecipazione del dominus ai predetti colloqui.

*****

Nell'invitarVi ad illustrare le predette disposizioni ai tirocinanti, ricordiamo infine che l'avvocato è tenuto, tra l'altro:

-  ad assicurare ai giovani praticanti l'effettività del tirocinio, a favorirne l'adeguata formazione, a mettere a loro a disposizione un adeguato ambiente di lavoro e, dopo un periodo iniziale, a  ricompensarne l'attività in proporzione all'apporto ricevuto;

- ad attestare la veridicità delle annotazioni contenute nel libretto della pratica solo dopo accurato controllo, senza indulgere a motivi di favore o di amicizia.

Si tratta di principi fissati dal nostro Codice Deontologico che il Consiglio intende affermare, perseguendone l'inosservanza, nel convincimento che ciò sia naturale e doverosa conseguenza della responsabilità sociale della professione di Avvocato, da ultimo ribadita dalla legge di riforma.

Certi della collaborazione di tutti i colleghi, porgiamo distinti saluti

Il Consigliere Delegato alla Pratica Forense
Avv. Paolo Vermiglio

Il Presidente
Avv. Francesco Celona